SANZIONI DISCIPLINARI: TIPOLOGIE E PROCEDURA

Il dipendente che pone in essere comportamenti vietati dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato rischia di incorrere in sanzioni disciplinari.

Le sanzioni disciplinari si dividono in due tipologie: sanzioni conservative (rimprovero verbale, ammonizione scritta, multa, sospensione dal lavoro e dalla retribuzione) oppure non conservative (licenziamento disciplinare).

Il datore di lavoro che intende applicare al dipendente una sanzione disciplinare deve seguire una procedura specifica, al fine di consentire al dipendente di potersi difendere. La procedura non è richiesta solamente qualora si intenda applicare la sanzione del rimprovero verbale.

Sono i contratti collettivi (e, ove esistenti, gli specifici regolamenti aziendali) a definire per ogni comportamento, anche in base alla gravità dello stesso, la specifica tipologia di sanzione applicabile.

 DIVERSE TIPOLOGIE DI SANZIONI

Ammonizione scritta

L’ammonizione scritta è il provvedimento disciplinare adottato per le infrazioni di minor gravità. Il Datore di lavoro riassume al dipendente le violazioni commesse e lo invita per iscritto a non ripeterle.

Multa

Per i fatti più gravi di quelli sanzionabili con ammonizione scritta (o in caso di recidiva) è applicabile  una multa, che si si sostanzia in una trattenuta in busta paga di una somma massima di 4 ore di retribuzione base, da versare all'INPS.

Sospensione

La sospensione disciplinare, senza che spetti alcuna retribuzione, può avere durata non superiore a 10 giorni.

Licenziamento disciplinare

Il licenziamento disciplinare è il provvedimento con cui il datore interrompe il rapporto di lavoro per motivi connessi a comportamenti del lavoratore.

In caso di ripetizione, entro l'arco temporale di 2 anni, nella commissione di un'infrazione che può dar luogo ad una sanzione disciplinare la gradualità nell'applicazione delle sanzioni - dalla meno grave a quella più grave - può non essere rispettata (sempre tenendo conto, tuttavia, della necessaria proporzionalità con l'infrazione commessa).

 PROCEDURA: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Il Datore di Lavoro che intende applicare una sanzione disciplinare al dipendente deve(ex. art. 7 Legge 300/70):

  • Affiggere il c.d. Codice Disciplinare: si tratta di un estratto del CCNL applicato al dipendente che contiene i comportamenti sanzionabili e le relative sanzioni disciplinari irrogabili

  • Predisporre per iscritto e consegnare al lavoro la lettera di contestazione disciplinare

  • Entro cinque giorni di calendario dalla consegna della contestazione il lavoratore può presentare le proprie giustificazioni, in forma scritta o orale. Il dipendente può farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.

  • Trascorsi i cinque giorni il Datore di lavoro può applicare l'eventuale provvedimento disciplinare, comunicandolo al dipendente in forma scritta, specificando i motivi che lo hanno determinato e richiamando i comportamenti contestati al dipendente, oltre ad un riferimento alle eventuali giustificazioni dallo stesso presentate e alle ragioni per cui non sono state accolte.

  • Qualora si tratti di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, la lettera deve riportare anche il periodo di preavviso.

L’azienda può disporre, contestualmente alla contestazione  disciplinare, una sospensione in via cautelare del dipendente, ​con o senza retribuzione (per una durata massima di 10 giorni in caso di sanzione conservativa, fino al licenziamento in caso di sanzione non conservativa).